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Cammini accessibili per tutti: la storia di Pietro Scidurlo

Cammini accessibili per tutti: la storia di Pietro Scidurlo

Pietro Scidurlo: paraplegico dalla nascita, decide di affrontare il Cammino di Santiago in handbike e fonda la Free Wheels Onlus per percorsi accessibili

Cammini accessibili per tutti: la storia di Pietro Scidurlo

Pietro Scidurlo è un ragazzo di 37 anni di Somma Lombardo, in sedia a rotelle dalla nascita, che dopo aver compiuto il Cammino di Santiago tre volte ha compreso l’importanza di rendere i percorsi e i cammini accessibili davvero per tutti.

Ho avuto per anni un brutto rapporto con la mia disabilità, ero scontroso con gli altri e nervoso con me stesso. Non vivevo con serenità la mia condizione. Poi dentro di me qualcosa è cambiato e ho iniziato anche ad aiutare altre persone che vivono la mia stessa situazione.

L'impegno di Pietro, paraplegico dalla nascita, si è concretizzato nella fondazione dell’associazione Free Wheels Onlus, il cui primo grande risultato è stata la guida Santiago per tutti, realizzata con Luciano Callegari e pubblicata da Terre di mezzo. Un grande lavoro di mappatura e segnalazione del cammino più famoso al mondo, che così diventa davvero aperto a tutti coloro che lo vogliono percorrere. Spirituali o culturali in Italia e all’estero, su sterrato e asfalto: per Pietro aiutare chi ha il suo stesso tipo di disabilità si è tradotto nello studio delle varianti possibili di fronte agli ostacoli, segnalando sempre le barriere architettoniche presenti.

È arrivato il momento di rendere pienamente accessibili i cammini anche alle persone con disabilità. Quando si parla di cammini ed itinerari da percorrere nessuno si preoccupa e si impegna a renderli fruibili per tutti: inclusi uomini e donne che vivono quotidianamente su una carrozzina. Abbattiamo il muro del silenzio!

Le barriere più grandi sono quelle della mente

Cammini accessibili per tutti: la storia di Pietro Scidurlo

Paraplegico dalla nascita a causa di un’errata valutazione medica, Pietro ha scelto finalmente di vivere facendo ciò che da sempre gli è sembrato difficile se non impossibile fare: abbattendo barriere architettoniche.

Dopo tanto "trascinarsi" ha imparato a “camminare” e ha capito che l’accettazione è l’unica via d’uscita, anche se ciò che veramente conta è il modo di accettare e vivere la propria sorte.

Crescere su una sedia a rotelle tra gli anni ’80 e ’90 non è stato facile perché una persona con disabilità non aveva modo di interagire normalmente e come tutti gli altri con la società, ancora non pronta a questa integrazione.

Ero molto arrabbiato con il mondo e questa rabbia si ripercuoteva soprattutto sulla mia famiglia.

Attraverso la lettura del romanzo Il Cammino di Santiago di Paulo Coelho, regalatogli da sua sorella Chiara e successivamente l’invito dell’amico Gianpiero a partire per un’esperienza di viaggio spirituale, si fa sempre più strada in lui l’idea di intraprendere questo famoso e affascinante pellegrinaggio.

Pietro è senza ombra di dubbio uno dei precursori con disabilità in Italia ad affrontare un trekking di lungo raggio.

Finalmente nel 2012 l’idea si concretizza: parte e percorre con la sua handbike quasi 1000 chilometri.

Ero alla ricerca di qualcosa, ma non sapevo cosa; e prima che potessi trovarla, lei trovò me.

Una volta tornato a casa, fonda la sua Free Wheels Onlus per comunicare a tutti che anche i cammini, quelli che attraversano i boschi, le montagne e i borghi più antichi, possono non essere un problema per le persone disabili o con esigenze specifiche.

Tre anni dopo il suo primo cammino, insieme a Luciano Callegari, scrive la prima e unica guida pubblicata in Europa sul Cammino di Santiago accessibile a tutti, che indica in particolare mappe dettagliate e molto precise a colori i percorsi senza barriere accessibili anche per disabili.

Free Wheels Onlus

Cammini accessibili per tutti: la storia di Pietro Scidurlo

Pietro Scidurlo nel 2012 fonda Free Wheels Onlus, un’associazione che aiuta tutte le persone a intraprendere esperienze di trekking lungo i più popolari itinerari europei della fede e della cultura.

L’obiettivo principale dell'associazione Free Wheels Onlus è quello di avvicinare ad esperienze di “cammino” tutte le persone, anche quelle con disabilità o bisogni particolari, favorendone la piena accessibilità dei percorsi e consentendo quindi a tutti di vivere liberamente questo tipo di esperienza tanto speciale e importante.

Free Wheels Onlus in quattro anni ha realizzato diversi progetti, fra i quali la mappatura completa del Camino Françes (da Saint Jean Piéd-de-Port a Santiago de Compostela) e del Camino de Finisterre. L’associazione Free Wheels Onlus guarda oggi verso i cammini italiani con l’obiettivo di replicare questo progetto di accessibilità sulla via Francigena, l’itinerario europeo più importante nel nostro Paese. Il progetto ha ottenuto il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Un primo viaggio di sensibilizzazione su Ciclovia Francigena si è svolto per 900 km, da Somma Lombardo a Roma: tra i cinque protagonisti di questo primo viaggio troviamo ovviamente l'organizzatore Pietro Scidurlo, con la sua fidata handbike. Un’esperienza promossa dall’onorevole Stella Bianchi ed altri parlamentari aderenti all’Intergruppo Parlamentare per la Via Francigena.

Il viaggio si è concluso a Roma con l’accoglienza da parte del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini e l'abbraccio benevolo del Papa Francesco. In questa occasione Pietro ha ricevuto la placchetta del Pellegrino, antico Testimonium metallico proveniente dagli archivi della Biblioteca apostolica vaticana, mostrato dopo quasi mille anni, in occasione del Giubileo della Misericordia.

Mi piace pensare che un giorno tutti potranno percorrere i lunghi cammini, che le ospitalità saranno pronte ad accogliere tutti, che gli ospitalieri conosceranno le attenzioni più apprezzate e corrette verso le persone con esigenze speciali, come chiedere sempre prima di spingere una persona in sedia a rotelle, o sfiorare il braccio di un non-vedente prima di rivolgergli la parola per indirizzare la comunicazione.
È importante capire la necessità di queste attenzioni per prendere consapevolezza della presenza di queste persone sui cammini, e consentire anche a loro di vivere questa esperienza alla pari degli altri. Questi sono i cammini che vorrei: i cammini per tutti.

Il trekking è senz’altro un’esperienza inclusiva e come tale l’accessibilità deve essere parte integrante dei nostri itinerari culturali: proprio per questo oggi si parla molto di fruibilità universale dei cammini.

Pietro incarna perfettamente l’esempio di come l’azione del singolo influenzi l’azione di tanti: partendo da se stesso e dalla propria trasformazione, ha cambiato il destino di molti altri disabili e persone con difficoltà che come lui cercano ancora oggi una strada da seguire!

 

Tags: Storie vere, Disabilità e attualità